Di Maria Maddalena o Maria di Magdala non ne parlano molto i quattro vangeli riconosciuti dalla chiesa. L’episodio della cena a casa di Simone (il Fariseo o il lebbroso) dove la donna (non viene menzionato il nome) si prostra ai piedi di Gesù, glieli unge con l’unguento e glieli asciuga con i capelli, è menzionato da Matteo, Marco e Luca, ma è solo Luca a definirla peccatrice.
Il solo Giovanni la chiama Maria Maddalena e la indica come sorella di Marta e Lazzaro nell’episodio della resurrezione di Lazzaro.
Fu sicuramente nel XIII secolo che la figura di Maddalena divenne importante nelle rappresentazioni artistiche. La responsabilità di questo forse occorre darla a Jacopo da Varaggine, il monaco che nella seconda parte del 1200 scrisse, nel famoso libro “la leggenda Aurea” una storia legata alla vita di Maddalena dopo la morte di Gesù.
E’ una storia leggendaria e straordinaria, riportata da Giotto nella cappella a Lei dedicata ad Assisi, che ha portato Maria Maddalena ad arrivare a Marsiglia in Francia.
L’altro motivo di notorietà fu che, intorno al 1280, furono trovate le spoglie, attribuite a Maddalena. nella località di San Baumè vicino a Aix en Province. Sul posto fu costruita una basilica in stile gotico dedicata a San Massimino (il personaggio a cui Pietro aveva affidato Maddalena quando partì da Gerusalemme).